La procura accusa Giovine
«Tangenti per 600 mila euro»
IL CASO. L'ex comandante della Finanza di Arzignano è in carcere dal 14 dicembre per concussione e corruzione. Setacciati i conti correnti e gli acquisti di beni mobili ed immobili. Contro il sottufficiale in pensione di 63 anni ci sono le dichiarazioni accusatorie di una decina di persone.
Vicenza. Un sistema di corruzione ramificato che avrebbe consentito all'ex comandante della tenenza della Finanza di Arzignano Luigi Giovine, in pensione dal 13 ottobre 2009 e in carcere dal 14 dicembre anche per concussione, di incassare in pochi anni 600 mila euro di tangenti da imprenditori conciari per ammorbidire le verifiche fiscali. Il rapporto della polizia tributaria del maggiore Paolo Borrelli e pervenuto in procura parla chiaro. Pagine di testimonianze rese da una decina di persone in cui sono riepilogati i presunti passaggi di denaro - Giovine li ha sempre negati sostenendo che si tratta di falsità per incastrarlo - che avrebbero rimpinguato le entrate del luogotenente, che è andato in pensione dopo 45 anni di servizio effettivo. Col titolo di cavaliere della Repubblica e la medaglia d'oro di lungo comando.
ACCUSE. Dire che alla luce di queste informazioni la sua posizione si sia aggravata è un eufemismo e questo spiega perché nei giorni scorsi il gip Stefano Furlani ha respinto l'ennesima richiesta di scarcerazione presentata dalla difesa. Nello stesso tempo Giovine ha cambiato avvocato, da Cesare Dal Maso a Riccardo Benvegnù di Padova, e questo potrebbe significare un cambiamento di rotta. Il sottufficiale in pensione dopo quasi due mesi di carcere è disposto finalmente a collaborare, come gli è stato chiesto fin dall'inizio dalla procura, o rimarrà fermo sulla propria linea del Piave che è quella di negare anche di fronte a quella che pare ormai una conclamata evidenza? Tenuto conto delle confessioni autoaccusatorie di Andrea Ghiotto, Marcello Sedda, Vladimiro Zonta, Davide Baldo, Lucia Gonella, Andrea Bertoldi e Simone Voltolin, che per i magistrati disegnano un quadro schiacciante. L'immagine che emerge dall'attività investigativa delle Fiamme Gialle sul conto dell'ex collega che per dieci anni è stato in servizio nel distretto della concia, e per quattro è stato comandante della tenenza in sede vacante, è inquietante: una macchina che incassava bustarelle.
TESTIMONIANZE. Chiaro, questa è la tesi accusatoria del procuratore Salvarani e del sostituto Peraro, ma si fonda su una messe di dichiarazioni contro Giovine che lo stesso tribunale del Riesame di Venezia ha scritto che la sua posizione, dopo la cattura a dicembre, si è di molto aggravata. In questo troncone dell'inchiesta "Dirty leather", che in due anni di lavoro della Finanza ha delineato un'evasione dell'iva di 250 milioni di euro, sono stati arrestati per il concorso in corruzione l'ex presidente del Grifo calcio A5 Andrea Ghiotto (avv. Lucio Zarantonello e Sara Motta) e il consulente fiscale Marcello Sedda (avv. Marco Dal Ben). Entrambi hanno ammesso di essere stati collettori di tangenti per conto del finanziere e sono stati premiati con la scarcerazione perché sono venute meno le esigenze di inquinare le prove. La tributaria ha eseguito tutti i riscontri possibili, setacciando i suoi conti correnti e passando in rassegna l'acquisto di case, macchine, raffrontando il tenore di vita anche dei famigliari con le entrate per disegnare una mappa attendibile delle sue possibilità economiche, considerando che negli ultimi anni percepiva uno stipendio medio netto mensile di 2400 euro.
Ivano Tolettini



1reddest - 05/02/2010 16:33
Fin troppo facile prevedere per l'ex comandante una gloriosa carriera politica negli anni a venire, con tanto di impun ità garantita.