Wenn diese Seite nicht korrekt angezeigt wird
gehen Sie bitte zur Originalseite



Il Giornale di Vicenza.it - Cronaca

L'ammissione di Sedda: «Sì, ho dato soldi a Giovine»

DIRTY LEATHER. Il consulente di Arzignano in carcere dal 14 dicembre ha parlato con il pm per quasi sei ore al S. Pio X
L'indagato avrebbe ridimensionato il suo ruolo: nega di essere un collettore di tangenti e accusa il finanziere. Attesa la decisione sulla richiesta di arresti domiciliari
21/01/2010
Zoom Foto
La guardia di finanza davanti allo studio "S" di Arzignano

«Sì, ho dato soldi al luogotenente Giovine. Anch'io gli ho versato dei quattrini».
La confessione - parziale - di Marcello Sedda apre spiragli nuovi nella maxinchiesta "Dirty leather". Il consulente di 50 anni di Arzignano, assistito dall'avv. Marco Dal Ben, martedì ha parlato per quasi sei ore rispondendo alle domande del pm Marco Peraro e di un detective della Tributaria. L'interrogatorio, qualche decina di pagine, è stato segretato dal magistrato. Ma Sedda ha ammesso di aver corrisposto delle somme all'ex comandante della tenenza di Arzignano accusato di infedeltà, anche se avrebbe precisato che le somme corrisposte sono assai inferiori a quanto gli veniva contestato. Inoltre, Sedda - titolare dello studio "S" di Arzignano - ha negato di essere un collettore di tangenti da versare allo stesso Giovine, ed ha precisato la sua posizione in merito all'accusa di riciclaggio della liquidità delle concerie, coinvolte nell'inchiesta coordinata dal procuratore Ivano Salvarani, che veniva girata e ripulita in Lussemburgo.
Oggi il giudice Stefani Furlani dovrebbe decidere se accogliere l'istanza di scarcerazione avanzata dal suo legale e concedergli i domiciliari.
Intanto, i finanzieri del maggiore Paolo Borrelli stanno ascoltando in questi giorni gli altri professionisti dello studio "S" e i dipendenti, anche in relazione alla verifica antiriciclaggio e all'attività della fiduciaria "Eurefid srl". Il loro obiettivo è comprendere anche se Sedda operasse da solo o con la complicità di alcuni colleghi. Circostanze di cui l'indagato ha parlato a lungo con il magistrato, anche se il cuore del lungo interrogatorio, che ha seguito a quello di Andrea Ghiotto (l'ex presidente del Grifo calcio a 5 difeso dagli avv. Lucio Zarantonello e Sara Motta), ha riguardato le mazzette al finanziere in pensione. Non è escluso che Sedda abbia parlato anche di altri militari.
Dopo un mese di cella, durante il quale aveva negato di aver visto passare mazzette, Sedda pertanto ha ceduto.
Chi resta invece fermo - e isolato - sulle sue posizioni è Giovine (avv. Cesare Dal Maso, che farà domanda di scacerazione), che nega di aver ricevuto danaro mentre anche altri indagati lo accusano.
Nel frattempo, le fiamme gialle stanno compiendo accertamenti sul suo stile di vita e sulle sue spese. Fra l'altro, raccogliendo alcune testimonianze, è emerso che in più di qualche caso Giovine pagava il conto al ristorante con banconote da 500 euro, e come negli ultimi mesi Giovine e altri famigliari abbiano acquistato tre vetture pagandole sempre in contanti.
Diego Neri

Diego Neri